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Comitato politico nazionale 21-22 gennaio 2006 |
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Ordine del giorno proposto dalla segreteria nazionale |
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(approvato) |
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Liberazione 4 febbraio 2006 La conclusione positiva della vertenza contrattuale dei lavoratori metalmeccanici rappresenta un grande successo. Il superamento dell’inflazione programmata come criterio per il rinnovo dei contratti, l’affermazione della democrazia dei lavoratori, il contrasto alla pretesa dell’estremizzazione della flessibilità, la difesa del contratto nazionale come strumento di unificazione del mondo del lavoro: tutti assieme questi punti rappresentano elementi di fondo per la ripresa di una nuova stagione di lotte per l’estensione di diritti e garanzie del lavoro. Riteniamo che questo successo dia ragione pienamente a quanti, dentro il movimento sindacale italiano, in particolare la Fiom, hanno praticato un rapporto di internità con i movimenti e dato voce a una vera istanza di rinnovamento. Un successo che porta il segno di una capacità di lotta e di un protagonismo dei lavoratori che rappresentano un grande investimento per il rilancio di una iniziativa politica generale per la trasformazione del Paese. Questa nuova fase deve vedere il massimo impegno del Partito nella sua capacità di proiezione esterna e di capacità di stare dentro le importanti scadenza di movimento. Innanzitutto la partecipazione al Forum sociale mondiale di Caracas dal 23 al 30 gennaio, in un laboratorio fondamentale della sperimentazione di nuove strade di uscita dal neoliberismo come è il Latinoamerica. La partecipazione alle manifestazioni contro la direttiva Bolkestein dell’11 e 14 febbraio a Strasburgo, assieme a tutte le forze sindacali, di movimento e politiche che, anche attraverso la battaglia contro la Bolkestein, possono rilanciare una iniziativa generale su scala europea. Riteniamo che la scadenza del 14 febbraio sia molto importante anche come occasione di protagonismo che il Partito della Sinistra Europea può svolgere in questo contesto. Altri appuntamenti, nel nostro Paese, rappresentano scadenze di rilievo per la capacità di unificazione delle lotte che esprimono. Pensiamo, in particolare, al forum sulle vertenze e la democrazia del 17, 18, 19 febbraio in Val di Susa; al Forum italiano sull’acqua del 10, 11, 12 marzo, la giornata nazionale per l’abrogazione della controriforma Moratti del 4 febbraio. Rivolgiamo un appello a tutte le strutture del partito per il rilancio dell’iniziativa per la raccolta di firme per l’abrogazione della controriforma costituzionale varata dalle destre, a partire dalle giornate di mobilitazione nazionale decise dal coordinamento nazionale per il referendum stabilite per il 27, 28 e 29 gennaio con l’obiettivo di contribuire all’effettuazione di 1500 tavoli di raccolta di firme in tutta Italia. Pensiamo che vada rilanciata l’iniziativa del movimento per la pace contro la guerra e il terrorismo, l’occupazione dell’Iraq e per il ritiro delle truppe. La giornata di mobilitazione del 18 marzo rappresenta per noi un impegno prioritario in questa direzione. Nel quadro generale di iniziative di movimento, pensiamo che vadano inserite e rilanciate le nostre iniziative per i beni comuni e la legge di iniziativa popolare e quella contro la precarietà. Riteniamo che la discussione sul programma con le altre forze dell’Unione abbia avuto, in questi ultimi giorni, un positivo avanzamento ma che segni ancora la presenza di punti aperti di discussione non marginali. Crediamo, quindi, che si debba dare il mandato per giungere in tempi brevi a una stretta conclusiva che sarà sottoposta alla valutazione degli organismi del Partito. Pensiamo che forte debba essere la nostra iniziativa affinché sul programma non venga meno, ma al contrario sia rilanciata, la necessità di un coinvolgimento largo e di una aperta consultazione con le forze sociali, con i movimenti, con le autonomie locali. Accanto alla definizione positiva del percorso per il programma dell’Unione, riteniamo necessario presentare il nostro programma, un programma non alternativo a quello che concorderemo con le forze del centro sinistra, ma che guardi oltre, nella direzione della costruzione dell’alternativa di società che rappresenta l’obiettivo di fase della nostra politica. Il nostro programma vogliamo declinarlo come programma della sinistra di alternativa, ovvero come prima impegnativa occasione in cui la Sezione Italiana della Sinistra Europea presenta il proprio profilo politico programmatico. La nostra proposta è che l’apertura della nostra campagna elettorale sia caratterizzata dallo svolgimento di una iniziativa di grande rilievo su questo terreno. La costruzione della sezione italiana della sinistra europea, di cui le importanti candidature alle prossime elezioni politiche ne costituiscono una prima rappresentazione concreta, è l’impegno fondamentale di questi mesi, una costruzione fatta attraverso un vero coinvolgimento di forze, di realtà, di movimenti e che parta dai territori e dalla ricchezza che le lotte di questi anni hanno consegnato come accumulo di energie nella direzione dell’alternativa. L’insieme di questi appuntamenti e di questi impegni deve essere utilizzato anche ai fini della massima attivazione del partito nella impegnativa campagna elettorale che rappresenta un passaggio fondamentale per il Paese. Il successo delle liste di Rifondazione Comunista è indispensabile per battere le destre e determinare una vera discontinuità. Per questo l’appello è a tutti i gruppi dirigenti centrali e periferici a tute le militanti e i militanti del Partito per un impegno convinto e generoso come è sempre stato nei momenti alti delle sfide che in questi anni abbiamo affrontato nonché a tutte le forze sociali e di movimento che con noi in questi anni hanno incrociato i percorsi delle lotte che hanno tenuto aperta la strada di una vera alternativa. approvato
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