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Comitato politico nazionale 17 e 18 settembre 2005 |
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Le dichiarazioni di voto |
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Liberazione 23 settembre 2005 Franco Giordano sull’odg sulla legge elettorale Abbiamo già espresso la nostra contrarietà alla discussione, ora al termine della legislatura, di una nuova legge elettorale. Il nostro è un vincolo di natura sociale. Non riguarda, cioè, il tema della lealtà dentro l’Unione ma, al contrario, il rapporto con un’opposizione sociale che è cresciuta e che ha già espresso un giudizio netto sul governo Berlusconi. Affrontare oggi la questione della legge elettorale, di qualunque natura essa risulti essere, significa venire incontro a un tentativo disperato di Berlusconi e della sua coalizione di ridurre i danni e aggirare un giudizio di massa negativo già consolidato. Per dirla con Gramsci, non saremmo in connessione sentimentale con il nostro popolo. Noi intendiamo riproporre, nella prossima legislatura, con grande forza il proporzionale assieme alla legge sulla rappresentanza sindacale e forme di sostegno a tutte le espressioni della democrazia diretta evitando, così, oggi ogni inquinamento con interessi privati. Infine, vorrei dire che l’ordine del giorno delle minoranze, oltre che essere non condivisibile politicamente, sarebbe disastroso da un punto di vista della tattica parlamentare perché attirerebbe su di noi il massimo possibile di critiche in negativo dentro il nostro popolo e con i movimenti come si trattasse di un’apertura di credito nel rapporto con le destre, senza ottenere un benché minimo risultato. Claudio Grassi sull’odg sulle primarie Abbiamo scritto nell’ordine del giorno presentato come mozione Essere Comunisti e detto nel corso degli interventi svolti in questo Comitato politico nazionale, la nostra critica allo strumento primarie. Riteniamo che siano un ulteriore tassello di quella politica che puntando alla personalizzazione, al presidenzialismo e al maggioritario, tende ad escludere la vera partecipazione. Riteniamo anche che una decisione così importante – partecipare alle primarie attraverso la candidatura del segretario – si sarebbe dovuta discutere e assumere nel partito e nei suoi organismi dirigenti. Ci siamo trovati di fronte, ancora una volta, al fatto compiuto. Detto ciò, proprio perché il dispositivo che viene proposto non contiene alcun giudizio di valore sulle primarie, ma si limita a chiedere un impegno di tutto il partito per ottenere il miglior risultato possibile, lo votiamo senza riserve. Non fa parte del nostro modo di praticare il dissenso nel partito non lavorare lealmente per sostenere le decisioni che assume. Quindi, anche su questo obiettivo, portare al nostro candidato Bertinotti il maggior numero di voti possibile, non mancherà l’impegno dei compagni/e che al congresso hanno sostenuto la mozione Essere Comunisti. Parallelamente a questo, cercheremo anche di fare emergere la discussione sul programma, poiché continuiamo a ritenere che quella sia una partita decisiva, ancora tutta da giocare all’interno dell’Unione e il cui esito non è affatto scontato. Salvatore Cannavò e Marco Ferrando di non partecipazione al voto sull’odg primarie Non partecipiamo al voto sul dispositivo qui proposto. Prendiamo atto naturalmente delle decisioni assunte a maggioranza dal Cpn, verso le quali vale la tradizionale lealtà di partito. Rileviamo però due elementi: 1) Il deficit di democrazia che sta a monte del percorso decisionale che ha accompagnato la scelta delle primarie, a partire dal mancato coinvolgimento degli organismi dirigenti e che ha concorso a rafforzare uno stato di disagio e disorientamento nel partito. 2) Le profonde divergenze di merito sulla prospettiva che le primarie prefigurano e consolidano, già espresse dalle diverse mozioni da noi presentate. Giusto Catania sull’odg sulle primarie Ritengo di una gravità inaudita la scelta dei compagni Cannavò e Ferrando di non votare il dispositivo che impegna tutto il partito al sostegno del segretario Fausto Bertinotti alle prossime elezioni primarie. Evidentemente l’appartenenza ad una mozione congressuale è prevaricante rispetto al senso di appartenenza al Partito nel suo complesso, tale scelta legittima atteggiamenti inaccettabili nei territori. Nell’esprimere il mio voto positivo al suddetto ordine del giorno, invito Cannavò e Ferrando a rivedere la loro gravissima decisione. Claudio Bellotti sull’odg sulle primarie Nonostante la contrarietà alla partecipazione all’Unione (e quindi alle primarie) voterò a favore dell’Odg proposto. Posizioni differenti mi sembrano sbagliate e pericolose: il partito è impegnato in una competizione elettorale, sia pure particolare, ed è interesse di tutti che colga il migliore risultato possibile. Una posizione di estraneità aprirebbe una china pericolosa: oggi estranei rispetto alle primarie, domani rispetto alle elezioni? E poi? Per questo ho trovato singolari prese di posizione di compagni dirigenti che su altri giornali hanno parlato di “libertà di coscienza”. Proprio per il malessere che esiste fra molti compagni dico che un cattivo risultato non aiuterebbe né i lavoratori, né il partito e neppure quei compagni che, come me, si sono opposti alle scelte del congresso e che oggi lottano per una linea diversa nel partito. Infine, voglio dire che se qualcuno nella maggioranza volesse brandire questo Odg come un randello contro i compagni o i circoli più critici verso le primarie, sono certo che la necessaria reazione verrebbe non solo dai compagni delle minoranze, ma dalla stragrande maggioranza dei militanti.
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