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Comitato politico nazionale di Rifondazione comunista (Roma, 17 giugno 2006) |
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Dichiarazione di voto e ODG |
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Liberazione 28 giugno 2006 Dichiarazione di voto contro la proposta di integrazione della Segreteria Nazionale di Claudio Grassi Abbiamo sempre sostenuto che è un errore costruire segreterie rappresentative della sola maggioranza del Partito e non vi è motivo per sostenere una posizione diversa in questa occasione. Riteniamo si debba tenere distinta la linea politica, che è giusto sia quella risultata maggioritaria al congresso, dalla gestione, che invece riguarda il Partito in tutte le sue articolazioni. Queste ultime devono dunque essere coinvolte nella sua attuazione. La linea politica è quella democraticamente scelta dal congresso, ma il Partito è di tutti e non può essere gestito a colpi di maggioranza utilizzando quel sistema maggioritario che così fermamente contestiamo. Se è vero che la democrazia reale di un partito politico si misura dal trattamento che viene riservato alle minoranze, Rifondazione Comunista vive un grave deficit di democrazia interna. Subito dopo le elezioni avevamo aperto una interlocuzione importante sulla base di dichiarazioni unitarie rilasciate prima da Bertinotti, poi da Giordano. Si disse che una fase era chiusa, che il congresso di Venezia era alle nostre spalle e che bisognava aprire una stagione unitaria. Ciò si rendeva ancor più necessario visto il passaggio delicato che si apprestava ad affrontare il Partito con il cambio del Segretario e alla luce dei complessi problemi determinati dalla inedita collocazione nel Governo. Abbiamo quindi votato prima nella Direzione Nazionale, poi nel Comitato Politico Nazionale i documenti proposti dalla maggioranza, seppure con dichiarazioni di voto che contenevano alcune critiche. Per rafforzare questo processo unitario e di apertura abbiamo deciso di astenerci sulla elezione del nuovo segretario (a Venezia votammo contro) e Giordano nella replica alla sua elezione ci disse che tutti ci saremmo messi "al timone". Avevamo detto che la nostra era una astensione che attendeva riscontri; oltre alle parole e ai buoni propositi chiedevamo fatti concreti. Ebbene, oggi, a due mesi di distanza, non solo questi riscontri non arrivano, ma si va nella direzione opposta. La segreteria che viene proposta è tutta di maggioranza e, soprattutto, in questo periodo non vi è stato il più piccolo segnale di apertura. Dopo aver fatto il pieno sulle candidature (per noi, solo 5 compagni su 67, meno del 10% per un'area che ha raccolto il 26,5%!), sono state assegnate decine di incarichi politici e istituzionali nei due gruppi di Camera e Senato: anche in questo caso per le minoranze non vi è stata la sensibilità di riservare alcunché. Ancora una volta, dobbiamo additare come esempio di democrazia i Ds che hanno riservato ai rappresentanti più significativi delle loro minoranze, Salvi e Mussi, il ruolo di Presidente della Commissione Giustizia del Senato e di Ministro dell'Università e Ricerca. E' mortificante dirlo, ma è la verità: Rifondazione Comunista è un partito di gran lunga meno democratico dei Democratici di sinistra. Non si riconosce alle minoranze cittadinanza e pari dignità. Ciò è inaccettabile e, fino a che ciò non verrà rimosso, il Partito non potrà avere una vita interna che gli consenta di dispiegare al meglio le proprie energie. Questo è il motivo del nostro voto contrario. Non è quindi un voto contrario ai compagni che sono stati proposti, per i quali nutriamo sincera stima, ma è un voto contrario alla proposta e alla logica che la sottende, che è di tipo maggioritario. Ci auguriamo che questa sia una battuta d'arresto temporanea e che si avvii al più presto un vero percorso unitario, cui non faccia difetto né la gestione collegiale né la discussione politica. Per quanto ci riguarda, ne avvertiamo l'impellente necessità. ODG presentato da Luigi Vinci: Il CPN soprassiede alla proposta della Segreteria nazionale di rifacimento della Segreteria stessa, e apre una fase di discussione nel Partito, coinvolgendo i livelli locali, per verificare la possibilità di una Segreteria nazionale la più unitaria possibile e rappresentativa del complesso delle grandi realtà territoriali. Respinta a maggioranza.
Odg sul rifinanziamento della missione in Afghanistan Presentato da Claudio Grassi e Salvatore Cannavò Il governo si appresta a varare il ritiro dei soldati italiani dall’Iraq. E’ una scelta importante in sintonia con le aspettative del popolo pacifista che ha contribuito alla vittoria dell’Unione. Tuttavia il rispetto di quelle aspettative esigerebbe una maggiore chiarezza e determinazione nelle operazioni di rientro che vanno al più presto calendarizzate in condizioni di sicurezza per il soldati italiani ma in tempi rapidi. Altrettanta sintonia non sembra essersi finora registrata per quanto riguarda l’Afghanistan. In Afghanistan le truppe italiane sono infatti collocate in un chiaro contesto di guerra che tenderà inesorabilmente ad aggravarsi per effetto della decisione Nato di aumentare le truppe e di estendere la propria azione al sud del paese con l’obiettivo di alleggerire la presenza dei soldati Usa inquadrati nella missione ‘Enduring Freedom’. L’Afghanistan rappresenta la prima scelta di guerra del governo Berlusconi nell’ambito della guerra globale preventiva inaugurate dall’amministrazione Bush. Una strategia che non ha diminuito i rischi di terrorismo ma semmai li ha aggravati contribuendo a destabilizzare ulteriormente il pianeta. Per queste ragioni l’Italia non può e non deve partecipare a quella missione. Il Prc non può che ribadire la propria coerente posizione, assunta negli ultimi cinque anni, e che chiede il ritiro dei soldati italiani dall’Afghanistan. Per questo Rifondazione comunista non può votare il rifinanziamento di quella missione. L’Unione e il governo Prodi dovrebbero prendere atto di questa posizione limpida e operare per un’inversione di rotta delle proprie priorità e linee strategiche in sintonia con quell’articolo 11 della Costituzione, inscritto nel programma di governo e che ribadisce con chiarezza che l’Italia ripudia la guerra. Respinto con 100 voti contrari (63%), 57 a favore (36%), 1 astenuto (1%).
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