Rifondazione

Le ragioni di chi se ne va

Stefano Galieni

Liberazione 18 dicembre 2007

Caro direttore, ho appreso ieri (sabato 15, ndr) che un pezzo importante del nostro partito, non il primo, ha deciso di abbandonarci per realizzare un altro progetto politico. Conosco e stimo molte e molti di coloro che se ne sono andati, ho avuto modo – pur pensandola anche diversamente – di apprezzare la loro intelligenza e la loro capacità di stare nei conflitti, il proprio essere realmente ciò che si definiscono “Sinistra Critica”. Avrei preferito che questa rottura non avvenisse.

Se con la testa ne comprendo le motivazioni – anche se non le giustifico – provo a introdurre un altro elemento di riflessione, per chi come me, in questo partito, nel suo progetto e nelle sue ambizioni vuole sperare ancora. Un elemento, forse, ma non solo, di carattere personale. La cultura politica in cui sono cresciuto, quella di “movimento” mi portava spesso ad un ragionamento estremo: ogni compagna/o che ci lasciava era vissuto come una sconfitta che interrogava e riguardava l’intero gruppo. La penso ancora nella stessa maniera. In sostanza credo che, anche stavolta, come in tutte le relazioni sociali e nelle aggregazioni politiche, esistano responsabilità reciproche su cui dovremmo interrogarci. Molte motivazioni di chi se ne è andato non fanno parte del nostro lontano passato, ma del nostro presente e, spero, anche del nostro futuro.

 

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