|
Comitato Politico Nazionale 14 e 15 luglio 2007 |
|
Proposte per applicare le disposizioni della conferenza di organizzazione |
|
|
|
Liberazione 18 luglio 2007 Premessa Il punto fondamentale di discussione nella Conferenza di Organizzazione di Carrara è stato il tema della crisi della politica e il tentativo di una uscita da sinistra da questa crisi, cioè nella direzione della democrazia e della partecipazione. L’ambizione è stata quella, non solo di svolgere una discussione coinvolgente migliaia di compagne e compagni su questo tema decisivo per affrontare i nodi della crisi del sistema politico e della transizione irrisolta che attraversa il Paese ma anche quella di introdurre modifiche concrete alle forme in cui discute, si organizza e vive il nostro Partito. Passare, in altre parole, dal dire al fare. Nel documento finale, approvato al termine della Conferenza nazionale di organizzazione, si legge, infatti, per la parte relativa alle conseguenze da assumere: “La Conferenza di Organizzazione ha temi specifici di discussione e dibattito. In particolare, questi riguardano il rafforzamento del partito, la democrazia di genere, il pluralismo interno, la relazione tra la libertà del dibattito e dell’autonomia degli eletti e l’unitarietà dell’espressione di voto del partito nelle istituzioni, le modifiche anche nelle forme di organizzazione a partire dai circoli, la centralità dell’inchiesta e della formazione politica, l’autofinanziamento, i contributi provenienti dagli eletti, norme per regolare le campagne elettorali, disposizioni per l’alternanza negli incarichi e nei ruoli istituzionali e per evitare cumuli di incarichi, interventi per sperimentare forme partecipative più coinvolgenti le strutture di base e gli iscritti, regole nuove per l’elezione degli organismi dirigenti. Su questi temi, fermo restando l’impianto proposto nel documento sottoposto alla consultazione del partito, la Conferenza di Organizzazione fa propri i report prodotti dai gruppi di lavoro che sono stati costituiti (“Le città invisibili”; “Dire, fare, innovare”; “autofinanziamento e innovazione”). Entro un mese, una apposita sessione del CPN istruirà i percorsi decisionali per rendere operative le indicazioni emerse.” Lo scorso CPN ha dato, quindi, mandato alla segreteria nazionale di proporre un documento complessivo di recepimento delle suddette indicazioni. Il testo che si sottopone all’odierno CPN è, quindi, l’adempimento di tale compito. Naturalmente, le indicazioni presenti nel documento, qualora approvate dal CPN, verranno consegnate al Collegio Nazionale di Garanzia perché esprima un giudizio di merito su di essi anche dal punto di vista della traduzione in atti formali. Si propone, inoltre, che dopo l’approvazione da parte del CPN, il documento venga inviato alle Federazioni, ai Regionali, a tutte le altre istanze di partito, a Liberazione, affinché su di essi si svolga una consultazione ampia degli organismi dirigenti larghi del Partito. Noi consideriamo le proposte che sottoponiamo al CPN già da tradurre operativamente. Riteniamo, però, che al termine della consultazione ampia nel partito sul documento proposto, possano essere recepiti ulteriori proposte di innovazione coerenti con l’impianto generale dei documenti approvati a Carrara. Il documento che presentiamo ha un carattere unitario, anche se occorre distinguere laddove è necessario intervenire con modifiche allo statuto e laddove è invece possibile intervenire con modifiche di carattere regolamentare possibili da applicare con disposizione degli organismi dirigenti. Naturalmente, per tale distinzione, occorre assumere le indicazioni che saranno prese dal Collegio Nazionale di Garanzia. Per le modifiche di natura statutaria, occorrerà attendere il Congresso al fine di renderle operative il dibattito della Conferenza di organizzazione si intende come acquisito dal punto di vista politico e al Congresso spetterà la ratifica formale senza la necessità di riaprire una discussione di merito. Queste modifiche di carattere statutario si connettono con le modifiche al regolamento interno e costituiscono un unico corpo di recepimento delle indicazioni scaturite dalla Conferenza di organizzazione. Naturalmente, le modifiche proposte non esauriscono il campo delle modifiche allo Statuto che il Congresso autonomamente deciderà, per esempio in conseguenza della costituzione della Sinistra Europea in Italia, come specificato nella Carta Generale delle Regole che è stata approvata nell’assemblea nazionale del 16 e 17 giugno. I temi dell’innovazione Il rafforzamento del partito, l’autofinanziamento, i contributi provenienti dagli eletti, norme per regolare le campagne elettorali, disposizioni per l’alternanza negli incarichi e nei ruoli istituzionali e per evitare cumuli di incarichi, interventi per sperimentare forme partecipative più coinvolgenti le strutture di base e gli iscritti. Analizziamoli punto per punto per determinare le possibili conseguenze dal punto di vista operativo, cominciando dalle modifiche che, a parere nostro, non richiedono interventi di natura statutaria. Rafforzamento del partito Intendiamo con questo innanzitutto il tema dell’incremento della forza organizzata, l’aumento dei circoli, la loro dotazione di strumenti operativi, come evidenziato dall’inchiesta sullo stato del partito che è stata presentata nel corso della conferenza. Tali punti possono essere affrontati con queste priorità: Determinare un ulteriore criterio per il finanziamento dei regionali e delle federazioni e che tiene conto non solo del numero degli iscritti e della quantità di voti ma anche di altri elementi legati a fatti politici come, per esempio, i risultati ottenuti in merito agli obiettivi posti in relazione alle campagne nazionali decise dagli organismi dirigenti. Stabilire una campagna di iscrizione al partito che preveda ogni 3 mesi, con il coinvolgimento di tutti i parlamentari, i membri della segreteria e della direzione nazionale una settimana di campagna straordinaria del tesseramento. Prevedere che in ogni Festa di Liberazione, vi sia la possibilità di iscriversi al partito. Prevedere la possibilità di iscrizione on line come strumento ordinario attraverso il quale fare campagne specifiche di adesione al partito. Dall’inchiesta risulta che il 40% dei circoli non ha una sede fisica. Va definito un programma specifico Regione per Regione per aumentare le sedi dei circoli. Infine, va realizzato un piano nazionale per dotare ogni circolo di un computer e per mettere in rete tutta l’organizzazione del partito e consentire, anche attraverso questo strumento, la possibilità di consultazioni immediate con la base del partito. Il responsabile dell’organizzazione nazionale e il tesoriere nazionale, entro il prossimo mese di novembre 2007, presentano alla Direzione e al CPN, un piano, con il relativo piano finanziario, per adeguare il partito a tutti i livelli con questi impegni. Autofinanziamento e contributi provenienti dagli eletti L’autofinanziamento è decisivo per assicurare un futuro al partito anche a prescindere dal contributo pubblico. Occorre, quindi, porre rimedio a una serie di elementi che pesano assai negativamente nei bilanci del partito. Questi i punti specifici: Il ripristino del metodo che qualsiasi assunzione nella Direzione nazionale del partito debba essere approvata, con proposta del responsabile dell’organizzazione e del tesoriere nazionali, dalla segreteria del partito. Un piano, fatto di interventi di razionalizzazione e, se necessario di carattere straordinario, per fare in modo che Liberazione raggiunga l’autosufficienza da contributi del partito, entro tre anni al massimo. Un piano di razionalizzazione delle spese della Direzione Nazionale del Partito che porti, entro due anni, a una riduzione di almeno il 10% delle spese complessivamente sostenute. Un piano straordinario per l’autofinanziamento del partito per il 2008 dedicando una sessione specifica della Direzione e dell’Esecutivo, dei comitati regionali e federali entro il prossimo mese di dicembre. Ogni compagna o compagno del partito che viene indicato per un incarico in un organismo, ente, consiglio di amministrazione o altro, obbligatoriamente versa al partito una quota delle remunerazione che viene percepita in forza di quella nomina. La percentuale di tale versamento è deliberato dagli organismi esecutivi nazionali, regionali o provinciali a seconda del livello dell’indicazione. Nell’indicazione per tali incarichi vano coinvolti gli organismi esecutivi del partito del livello cui l’eventuale nomina si riferisce. Il mancato o carente versamento delle quote è motivo ostativo alla riconferma della carica o della candidatura. Il rispetto delle norme sul versamento al partito deve essere obbligatoriamente citato all’atto della riconferma nell’incarico o della ricandidatura. La mancata determinazione da parte degli organismi esecutivi del partito delle quote da corrispondere, è motivo di diminuzione o interruzione dei contributi derivanti da versamenti effettuati dal centro. Per quanto non modificato, rimane inalterato quanto previsto dall’attuale regolamento. Norme per le campagne elettorali Per le campagne elettorali europee e nazionali, la Direzione del Partito approva entro dicembre 2007 un regolamento specifico in modo da impedire un eccesso di spese o campagne eccessivamente personalistiche. In analogia a quel regolamento, dovranno deliberare i comitati regionali e federali per le competizioni elettorali del proprio livello di direzione politica. I principi guida a cui tale regolamento si deve ispirare sono i seguenti: rafforzamento delle indicazioni date dal partito nella determinazione dei possibili eletti, anche con i relativi interventi di propaganda; gli organismi dirigenti definiscono la spesa per la campagna elettorale in favore dei candidati/e. Il sostegno di comitati, associazioni, movimenti a candidati/ e che comportano una spesa economica devono essere comunicati e agli organismi esecutivi del partito che li deve autorizzare. Ogni candidato/a che spende i più di quanto stabilito dal partito, sia per contributi propri che per contributi provenienti da associazioni, comitati, movimenti, deve darne rendiconto alle strutture esecutive del partito. Il regolamento per la campagna elettorale deve essere sottoscritto al momento dell’accettazione della candidatura. Per garantire, la massima partecipazione degli iscritti, ferma restando la potestà degli organismi dirigenti nella definizione delle liste, va stabilito il principio dell’obbligatorietà della consultazione delle iscritte e degli iscritti sulla rosa delle candidature. Disposizioni per l’alternanza negli incarichi e nei ruoli istituzionali e per evitare cumuli di incarichi Ferme restando le modifiche statutarie necessarie e che riguardano il tema del non superamento del doppio mandato e del non superamento di tre mandati consecutivi in caso di elezione in strutture di enti locali e ferma la possibilità di passare da mandati elettorali parlamentari e regionali verso mandati in enti locali e viceversa, il punto è il seguente: occorre impedire cumuli di cariche elettive. Ciò vuol dire che se si copre un mandato istituzionale non si può essere candidati in un’altra carica a meno di casi eccezionali che vanno motivati e che debbono vedere il consenso della maggioranza qualificata dell’organismo dirigente autorizzato a deliberare la candidatura, fermo restando la necessità di provvedere, entro un tempo stabilito dagli organismi dirigenti, ad optare per un solo incarico istituzionale. Per cumulo di incarichi si deve intendere anche la partecipazione a più consigli di amministrazione, enti o altro o il cumulo tra un incarico elettivo e la presenza in enti, consigli di amministrazione o altro. Si deve, infine, stabilire il principio generale che svolgere il ruolo di capo dipartimento presso la Direzione Nazionale del Partito è ruolo di direzione politica nazionale che prevede la presenza nel CPN. Evitare cumuli di incarichi vuol dire anche evitare di svolgere contemporaneamente più incarichi esecutivi in differenti istanze del partito ovvero incarichi di direzione nazionale e incarichi esecutivi apicali a livello territoriale (segretario regionale o di federazione). Va stabilito il principio generale che chi svolge incarichi di lavoro per il partito con un contratto di lavoro a tempo pieno e stabile, qualora sia nominato in Enti, consigli ecc., deve versare l’intera quota della eventuale remunerazione, agli organismi di partito. Interventi per sperimentare forme partecipative più coinvolgenti le strutture di base e gli iscritti Va definito un campo di temi, nazionali e/o locali, sui quali determinare forme di consultazioni periodiche con gli iscritti e le iscritte. Queste consultazioni hanno anche il valore dell’inchiesta. Le consultazioni non sostituiscono le responsabilità degli organismi dirigenti nelle scelte ma consentono un più ampio coinvolgimento dei compagni e delle compagne e forniscono strumenti importanti per le decisioni medesime. E’ compito del cpn definire i campi di consultazione nazionale e dei comitati regionali e provinciali quelli relativi alle specifiche competenze. Anche in questo caso, ferme le modifiche statutarie necessarie, può essere definito che la consultazione avviene su deliberato degli organismi dirigenti o, in caso straordinario, qualora lo richieda un terzo degli organismi dirigenti o un terzo degli iscritti. La consultazione deve avere un carattere specifico, un tempo determinato per il suo svolgimento nonché prevedere la nomina di un comitato di garanti. Modifiche di natura statutaria necessarie per applicare le indicazioni scaturite dalla conferenza di organizzazione di Carrara Questi i punti principali di modifica Articolo 6 (organismi dirigenti) Occorre variare l’ultimo capoverso nella direzione di affermare che le compagne o i compagni che esercitano la funzione dirigente debbono rinnovare la tessera al partito entro il mese di febbraio di ciascun anno, pena la sospensione dalla funzione dirigente. La mancata iscrizione entro l’anno comporta la decadenza automatica dall’organismo. Articolo 14 (costituzione dei circoli) Va introdotta una modifica al penultimo capoverso dell’articolo (prevede la possibilità di deroga, su autorizzazione della Federazione, dall’iscrizione al circolo territoriale per sperimentare circoli su temi del lavoro, della precarietà, dello studio-lavoro, dell’immigrazione). Occorre stabilire il principio che il Comitato Politico Federale può autorizzare la nascita di circoli tematici. Tali circoli, una volta costituiti, hanno la medesima titolarità dei circoli territoriali e di posto di lavoro. Gli iscritti a tali circoli hanno gli stessi diritti e gli stessi doveri di tutti gli iscritti al Partito. Tendenzialmente, per evitare frammentazioni eccessive e/o degenerazioni, tali circoli devono essere costituiti su scala territoriale ampia, possibilmente quella cittadina, metropolitana, circoscrizionale o municipale. I circoli tematici possono costituire forme di coordinamento su scala più vasta per omogeneità di temi trattati. Occorre stabilire il principio del coordinamento dei circoli nelle aree metropolitane e nei grandi comuni (su base zonale, municipale, circoscrizionale), del coordinamento di ambito territoriale in caso di più federazioni che insistono su una unica provincia), forme di coordinamento territoriale per le realtà territoriali più piccole e frastagliate. Analogamente, va definito l’impegno del partito alla costituzione delle Case della sinistra, come spazi pubblici della politica, aperti al confronto con altre culture ed esperienze politiche della sinistra, ai movimenti e realtà territoriali. Articoli 27 e 28 (congresso di circolo e di federazione) Alla fine dei due articoli, va aggiunto che i congressi di circolo e di federazione eleggono anche una quota rispettivamente dei comitati politici federali e del comitato politico nazionale. Tale quota, fermo restando la titolarità del congresso a decidere, può essere stabilita orientativamente attorno al 30%. Articolo 43 (democrazia di genere) Alla fine del secondo capoverso, occorre aggiungere un altro periodo che stabilisca che, a partire dai Comitati Federali in su, il non rispetto del vincolo della rappresentanza di ciascun sesso negli organismi dirigenti, è motivo di decadenza dell’organismo medesimo su iniziativa della Direzione Nazionale se, entro 3 mesi dall’avvenuta contestazione, la norma non viene rispettata. La Direzione Nazionale medesima provvederà a prendere le misure conseguenti (commissariamento o indizione del congresso straordinario). Articolo 57 (cariche elettive regionali, nazionali ed europee) Va eliminato l’ultimo capoverso, quello che prevede la possibilità di deroga su decisione della maggioranza dell’organismo dirigente. Nel penultimo capoverso, nella casistica che riguarda il doppio incarico, va aggiunto quella di ministro/a, sottosegretario/a. Articolo 58 (cariche elettive negli enti locali) Va stabilito il principio che non può essere ricandidato chi ha svolto due mandati interi consecutivi in una carica istituzionale nel medesimo ente locale ovvero tre mandati in enti locali differenti. Eccezioni al precedente vincolo possono essere assunti solo con la maggioranza qualificata dell’organismo deputato ad approvare la lista elettorale. Elezione degli organismi dirigenti (modifica a vari articoli) Va stabilito il principio della responsabilità, anche personale, della funzione dirigente, del suo effettivo consenso e della sua costante verifica da parte del corpo del partito. In questo senso, va previsto che le votazioni per gli organismi dirigenti avvengono non solo per voto segreto ma anche individuale, evitando, quanto più è possibile, la pratica delle liste bloccate. L’estensione del metodo del voto individuale non comporta in nessun caso il superamento del vincolo della democrazia di genere che rimane elemento sovraordinato. Assunto dal CPN
|