Comitato Politico Nazionale 14 e 15 luglio 2007

Gli Ordine del giorno

 

Liberazione 18 luglio 2007

Sulla trattativa sulle pensioni Abolire lo scalone 

Il Comitato Politico Nazionale del PRC esprime profonda preoccupazione per l’andamento della trattativa fra governo e sindacati confederali sulle pensioni. Dopo una Finanziaria che ha risanato i conti pubblici attraverso forti tagli alla spesa sociale e contemporaneamente ha dato, attraverso il taglio del cuneo fiscale, più di 5 miliardi di euro a imprese, banche ed assicurazioni, c’è bisogno di una svolta. Il primo banco di prova di questa svolta è una nuova politica sulla previdenza, a partire dall’abolizioni della controriforma Maroni del precedente governo Berlusconi e dal rafforzamento della previdenza pubblica. Per questi motivi, un accordo che non rispettasse il programma elettorale dell’Unione, non prevedendo cioè l’abolizione dello scalone, e prevedesse, invece, un suo semplice ammorbidimento con uno o più scalini o con uno scalino mascherato da quote, sarebbe inaccettabile, perché profondamente ingiusto e penalizzante nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori, oltre che nemmeno necessario economicamente da un punto di vista del riequilibrio dei conti dell’Inps, come dimostrano i dati reali. 1) l’aumento delle pensioni più basse 2) l’abolizione dello scalone “Maroni” con il mantenimento del pensionamento volontario a 57 anni di età e con 35 di contributi e con il ripristino del diritto al pensionamento immediato per chi matura 40 anni di contributi; 3) il mantenimento degli attuali coefficienti per coloro che vanno in pensione con il sistema contributivo e il miglioramento di tale trattamento soprattutto per le lavoratrici e per i lavoratori più giovani e precari. Il CPN impegna la Segreteria Nazionale, io gruppi parlamentari e la delegazione nel governo a sostenere questa posizione in tutele sedi e a non dare il consenso a soluzioni diverse e riduttive rispetto a questa. Il PRC è impegnato ad ogni livello per la massima mobilitazione nella società e nei luoghi di lavoro.

Giorgio Cremaschi, Leonardo Masella, Salvatore Cannavò, Claudio Bellotti, Marco Verugio

RESPINTO

Sulle provocazioni dei gruppi nazifascisti

Le provocazioni di gruppi neofascisti e neonazisti aumentano di giorno in giorno in numero e in gravità a Roma come in ogni città e paese d’Italia, rivendicando in modo sempre più esplicito la loro connotazione politica e ideologica. A Roma si è assistito negli ultimi giorni alla aggressione agli spettatori del concerto della Banda Bassotti, a quella di tre giovani che affiggevano manifesti a Tor Vergata, alla scuola di Casal Bertone occupata da tempo da famiglie italiane e immigrate, allo sfregio alla lapide dei caduti di Porta S.Paolo, all’uso di mazze e coltelli unito al grido di “Duce Duce”, slogan reiterati nelle scritte sui muri. E’ fondata la preoccupazione che questi gravissimi episodi si inseriscano in una strategia organica, tesa a produrre un salto di qualità violento e squadrista per criminalizzare il dissenso sociale e politico. Visto che l’apologia di fascismo è un reato previsto dalla Legge Scelba del 1952, ci sono gli elementi sufficienti perché le forze dell’ordine blocchino tali manifestazioni, sequestrando bandiere e striscioni recanti simboli vietati dalla stessa legge e sporgano denuncia alla magistratura come è avvenuto a Milano per un corteo di Fiamma Tricolore. Questo è a tutt’oggi l’unico caso in Italia, a quanto se ne sa, mentre in tutti gli altri episodi le autorità cittadine (prefetti, questori e sindaci) si limitano a una generica condanna della violenza, alla quale spesso si unisce la denuncia e il fermo degli aggrediti da parte della Polizia. Il Comitato politico nazionale impegna i dirigenti e i militanti a promuovere nei propri territori iniziative, denunce, pressioni affinché sia resa esplicita l’appartenenza nazifascista degli aggressori, visto che questa malintesa tolleranza è una delle cause, forse la più determinante, della crescita dei gruppi nazifascisti appoggiati dalla destra “legale”.

Bianca Bracci Torsi resp. Dipart. Memoria e Antifascismo, Claudio Grassi, Imma Barbarossa, Massimiliano Smeriglio, Alberto Burgio, Bruno Casati, Francesco Cirigliano, Saverio Ferrari, Bruno Steri

 ASSUNTO dal CPN

Base di Vicenza

Nell’esprimere la propria solidarietà nei confronti di Cinzia Bottene, coordinatrice del presidio permanente No Dal Molin, fatta oggetto nei giorni scorsi di un grave atto d’intimidazione ribadisce la propria contrarietà alla decisione di consentire agli Usa di costruire a Vicenza una nuova base militare. Chiede al governo italiano almeno di sospendere le procedure di avvio della costruzione della base per consentire lo svolgimento della 2^ Conferenza nazionale sulle Servitù militari annunciata nei mesi scorsi ma non ancora calendarizzata; ribadisce la propria contrarietà alla ulteriore militarizzazione della città di Vicenza, patrimonio Unesco dell’umanità e conferma il proprio impegno a sostenere la mobilitazione pacifista per impedire la costruzione della nuova base; Impegna per questo il gruppo parlamentare: ad utilizzare tutti gli strumenti più idonei tesi a contrastare la costruzione della base, compreso il monitoraggio costante del Dal Molin e la presenza attiva degli eletti del Prc ai blocchi nonviolenti che il movimento pacifista vorrà attuare per impedire l’avvio dei lavori; a battersi perché nella Finanziaria 2008 ci sia quella reale inversione di tendenza stabilita dal programma dell’Unione in merito alle spese militari, spese per gli armamenti e le basi militari che vanno ridotte consistentemente anche come contributo attivo della Repubblica italiana all’avvio di un processo di disarmo a livello continentale e mondiale. Processo tanto più necessario alla luce della nuova rincorsa al riarmo innescata dalla scriteriata decisione degli Usa di dispiegare sull’Europa lo scudo antimissile e dalla conseguente decisione di Putin di denunciare gli accordi sul disarmo delle armi convenzionali e sulle truppe di terra in Europa faticosamente raggiunti negli anni ’80. Ad impegnarsi perché si rafforzi altresì l’impegno finanziario a sostegno della cooperazione internazionale, come già previsto nel dpef, e a sostenere l’approvazione della legge di riforma della stessa, anch’esso punto prioritario del programma dell’Unione.

Alfio Nicotra, Fabio Amato, Michele De Palma, Fosco Giannini, Alberto Bugio

 ASSUNTO dal CPN

 Infrastrutture allegato al Dpef

Il programma delle infrastrutture allegato al DPEF non solo non risponde alle coordinate definite dal programma dell’Unione, ma è in contraddizione anche rispetto alle indicazioni contenute nello stesso documento di programmazione economico-finanziaria, in particolare nei capitoli che trattano di clima e ambiente, di infrastrutture e mobilità, e obbiettivi di kyoto. Le direttive europee ( suolo, via vas, processi partecipativi, green paper, gare ad evidenza pubblica) sono una griglia ineludibile e da rispettare in una nuova programmazione delle opere pubbliche e della mobilità di persone e merci da definire in un piano nazionale delle opere infrastrutturali e dei territori. Ci sono inoltre nell’allegato elementi di criticità sulle coperture finanziarie, sulle forme di assegnazione dei lavori e sulla congruità dei costi con le medie europee per opere simili. E’ necessaria una radicale riscrittura dell’allegato fuoriuscendo dai parametri e dalle modalità della legge obbiettivo, recuperando come risorsa il coinvolgimento e la condivisione della partecipazione dei territori.

Mirko Lombardi, Gennaro Migliore, Roberto Musacchio, Giovanni Russo Spena, Michele De Palma, Tommaso Sodano, Ugo Bochetta. Ciro Pesacane

 ASSUNTO dal CPN

TAV

Il PRC conferma la propria condivisione e appoggio al movimento NOTAV e la propria posizione contraria alla TAV in quanto opera inutile e dannosa; È indispensabile continuare attraverso un metodo che abbia al centro trasparenza, democrazia, consenso e rispetto di regole e normative; allo stato attuale non esiste nessun percorso e tracciato che possa ritenersi condiviso e rispondente ai requisiti normativi richiesti a partire dalla V.I.A; ribadiamo pertanto che i dossier di candidatura relativi ai collegamenti Torino- Lione, Trieste-Livaccia, terzo valico dei Giovi risultino privi dei requisiti normativi; Il PRC ribadisce, infine, l’esigenza che si superi la legge obiettivo, si proceda a sviluppare un nuovo piano generale della mobilità e si applichino tutte le norme e direttive europee.

Alberto Deambrogio, Mirko Lombardi, Gianni Favaro, Giulio Lauri, Roberto Musacchio, Ugo Boghetta, Michele De Palma

 APPROVATO

Odg Tav

Il Cpn del Prc ribadisce il sostegno del Partito alla lotta del movimento No Tav e al no – senza se e senza ma – al progetto della Tav e della linea Torino-Lione; denuncia il tentativo di aggirare la scadenza europea del 20 luglio, attraverso l’osservatorio Virano e il tentativo di “addomesticare” la Conferenza dei sindaci, così come viene stigmatizzato dagli stessi attivisti No Tav; impegna il Partito a lavorare perché si arrivi a un pronunciamento chiaro di tutti i soggetti interessati per l’accantonamento definitivo della Tav in Val di Susa e di tutti i progetti infrastrutturali ad essa collegati, a partire da quello del Terzo Valico genovese; dice no all’alta velocità non solamente sulla base di pur giuste valutazioni ambientali, ma sulla base di un più generale rifiuto del modello capitalistico di sviluppo che ad essa è sottesa.

Marco Veruggio

 RESPINTO

FINCANTIERI

Il CPN del PRC-SE, nella riunione del 14-15 Luglio 2007, esprime grande preoccupazione sulle prospettive di sviluppo produttivo e occupazionale del Gruppo FINCANTIERI, anche alla luce della reiterata volontà del Governo di procedere alla quotazione in Borsa del Gruppo quando ancora è in corso una complessa e delicata trattativa Governo e O.O.S.S. Pertanto il CPN del PRC-SE riconferma la posizione contraria al processo di collocazione in Borsa di Fincantieri e ribadisce il suo sostegno alle posizioni espresse dal Segretario nazionale nelle diverse occasioni di incontro con le/i lavoratrici/i del Gruppo. Chiede che tale posizione sia esplicitata nel corso della discussione del DPEF e che sia richiesto lo stralcio del provvedimento a cominciare dalle risoluzioni delle Commissioni Competenti di Camera e Senato. Il CPN del PRC-SE chiede inoltre che tale posizione sia ribadita ed esplicitata sui mezzi d’informazione nei prossimi giorni in vista dell’incontro Governo Sindacati fissato per il prossimo 18 Luglio.

Mario Ricci, Giacomo Conti, Andrea Ricci, Marco Nesci, Giuliano Brandoni, Giulio Lauri, Marco Veruggio, Gianluigi Pegolo, Alessandro Giardiello

ASSUNTO dal CPN

 

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