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Comitato Politico Nazionale 9 e 10 Aprile 2005 |
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Gli interventi sulla struttura organizzativa del partito |
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Liberazione 12 aprile 2005 Gli interventi di domenica dopo la relazione di Francesco Ferrara sulla struttura e organizzazione del partito Aurelio Crippa Il dissenso già espresso al Congresso Nazionale è accresciuto dalle motivazioni addotte dal compagno F. Ferrara a nome della Segreteria Nazionale. La separazione tra politica ed organizzazione ( tra mente e braccio, come detto) l’ho vissuta ani fa in una altra esperienza ed è finita rapidamente e male ed è inaccettabile in sé. Si dice: "esecutivo per funzioni "(il braccio) e si propone la presenza delle minoranze come rappresentanza politica (una contraddizione sul nascere). Per quanto riguarda la Direzione (la mente) ritengo inconcepibile che non ne faccia parte anche la Segreteria. E’ sì, la Segreteria, un’organismo esecutivo ma è fuori di dubbio la sua valenza politica. Così ci si espone ad una percezione e polemica di essere in presenza del "Partito del Segretario". Le forme dell’organizzazione sono sottoposte costantemente a modifiche ed all’innovazione (si devono adeguare ai processi e progetti della politica). Facciamo sì che finalmente queste siano la registrazione di una positività e non di negatività e fallimenti. Gigi Malabarba Allo scorso congresso avevamo delineato un progetto di innovazione del partito per trasformare le sue strutture da comitati elettorali in strumenti di costruzione del conflitto sociale. Tranne poche eccezioni, soprattutto tra i giovani, ciò non è avvenuto. Non c’è più il vecchio radicamento, non c’è il nuovo: un disastro. A questo si aggiunge l’imposizione da parte della maggioranza di una struttura di direzione reale (l’Esecutivo introdotto dal nuovo statuto) che svuota la Direzione formale, ridotta a camera di consultazione del segretario sovrano. Non si capisce come e con chi si trasmetteranno le decisioni politiche della Direzione, se la Segreteria non sarà parte della Direzione e tutti gli incarichi saranno incompatibili con l’appartenenza ad essa. E’ un’aberrazione che contiene i rischi di una "scissione di maggioranza" che mi trova ancor più contrario che non sulla linea politica, divaricando completamente mezzi e fini, su cui proprio questo congresso voleva sancire identità. Immaginatevi se Prodi e Fassino applicassero questo schema ipermaggioritario al funzionamento dell'Unione, prendendo a modello le nostre regole interne! E poi parliamo di pluralismo e di democrazia partecipativa... Mi auguro che si possa ridiscutere presto questa impostazione sbagliata e anche del progetto di Sinistra alternativa, in Italia e in Europa, per individuare nuove modalità di un percorso reale di rifondazione, che nell’attuale partito (e nell’attuale forma partito) non vedo facilmente realizzabile. Sono inoltre intervenuti nei due giorni di dibattito: Enrico Milani, Nicola Fratoianni, Mirko Lombardi, Augusto Rocchi, Giuseppe De Cristofaro, Rosa Tavella, Roberto Del Bello, Stefano Vinti, Monica Donini, Franco Giordano, Claudio Bellotti, Sandro Curzi, Mario Ricci, Francesca Ruocco, Stefano Zuccherini, Guido Cappelloni, Alessandro Giardiello, Vincenzo Pillai, Gino Sperandio, Gianni Favaro, Rocco Papandrea, Milziade Caprili
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