Comitato Politico Nazionale

Le dichiarazioni di voto

 

Liberazione 6 dicembre 2001 

 

 

Franco Giordano 

 

Voto a favore del documento di tesi presentato dalla maggioranza della Commissione politica, anzitutto per una condivisione profonda del suo impianto politico generale e delle scelte strategiche che esso propone: il ruolo del movimento no global, la sfida alla globalizzazione capitalistica e liberista, la costruzione della sinistra di alternativa, nella fase in cui la crisi della globalizzazione la rende ancor più necessaria. Sono le scelte, del resto, che hanno presieduto alla linea del partito, specialmente nell’ultimo anno. Esse non ci vengono soltanto ripresentate in termini più sistematici e organici: si intrecciano in profondità a una proposta di innovazione. Innovazione politica e anche del nostro agire come partito. Senza questa innovazione, io credo che rischia di smarrirsi l’autonomia del nostro partito e la sua capacità di essere all’altezza della sfida attuale. 

A differenza di quello che hanno chiesto alcuni compagni, credo che sia opportuno che questo Comitato politico nazionale proceda ad un voto sulle tesi. Questo non significa, ovviamente, che si tratta di un testo “definitivo” e chiuso alla discussione: al contrario, il testo potrà essere non solo discusso, ma modificato e arricchito nel corso della consultazione dei Comitati federali e dei Comitati regionali. Tuttavia, è bene che il comitato politico nazionale si assuma la “paternità” cioè la responsabilità politica di questa scelta. 

In questo contesto, propongo che il Cpn voti anche le conclusioni di Bertinotti. Lo propongo proprio per l’importanza e la pregnanza di questo contributo, che io credo possa aiutare il nostro dibattito congressuale, e arricchirlo. D’altra parte questo non pregiudica la libertà di scelta di questa nostra struttura: il Cpn si esprimerà in modo “definitivo” e formale nella prossima riunione di dicembre. 

 

Claudio Grassi 

 

Prima di tutto una questione di metodo. 

Quello che si farà nei prossimi giorni nel partito è una consultazione. 

Il modo migliore per lasciarla libera è quello di non farla precedere da un voto. Non ce n’è alcun bisogno. 

Anche noi stessi nel prossimo Cpn potremmo scegliere diversamente sulla base delle modifiche che le nostre federazioni potranno proporre. Perché vincolarci già oggi con un voto, quando dobbiamo rivotare tra 15 giorni? 

Trovo più rispettoso, per la consultazione, non condizionarla da un voto nazionale che, comunque lo si argomenti, influirà. 

Inoltre se si vuole votare oggi su queste tesi, per quanto mi riguarda, nel quadro di una condivisione complessiva, ci sono punti che nella formulazione attuale non mi convincono: 

1) L’imperialismo non è una categoria superata. 

Mi chiedo: ma se non c’è più l’imperialismo Usa, le Farc contro chi stanno combattendo? E chi è che impone gli embarghi contro l’Irak e Cuba? 

2) Il movimento di lotta iniziato dai meccanici, e che auspicabilmente potrà fare un passo avanti con lo sciopero generale, è un elemento decisivo del disgelo sociale che, assieme al movimento no-global, può modificare i rapporti di forza a favore delle classi subalterne. Nelle tesi non è adeguatamente esplicitato. 

3) L’autoriforma del partito è assolutamente necessaria, ma ha bisogno di sostanziarsi in proposte concrete. La difficoltà c’è. Mi chiedo se anche noi come gruppo dirigente non abbiamo nulla da rimproverarci. 

Insomma, l’erosione progressiva e ininterrotta di iscritti dal 1998 in poi non può essere scaricata sulle strutture locali. C’è un nostro deficit di proposta che va colmato. 

4) La storia dei comunisti e del movimento operaio del 900 - che va rivisitata criticamente - è una storia che ci appartiene per intero; essa va prima di tutto studiata poiché ne possiamo ricavare importanti insegnamenti anche per l’oggi. Non si tratta di continuismo (questa accusa ce la rivolse Occhetto quando decidemmo di dare vita a Rifondazione): senza radici e senza memoria non c’è futuro. 

Per questi motivi - essendo costretto ad esprimermi oggi con un voto - ritengo corretto astenermi sul Documento congressuale di maggioranza. 

 

Livio Maitan 

 

Alcuni emendamenti che ho presentato sono stati accettati nella sostanza, anche se rimangono formulazioni poco rigorose. Più in generale, il progetto presentato corrisponde alle esigenze innovative che devono ispirare il nostro congresso. L'intervento conclusivo di Fausto Bertinotti e andato ancora più nettamente in questa direzione. Per questo esprimo il mio voto favorevole 

 

 

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