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La relazione di maggioranza sul documento di Tesi approvato dalla Commissione Politica |
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Sulla strada della Rifondazione comunista |
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Paolo Ferrero |
Liberazione 4 dicembre 2001
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Sabato 24 e domenica 25 novembre si è riunito il Comitato politico nazionale di Rifondazione comunista, che ha impostato l'iter per il V Congresso nazionale del Prc, che si terrà tra il 21 e il 24 marzo 2002. Dopo l'approvazione del regolamento congressuale (nel corso dei quale è stato bocciato un emendamento che prevedeva l'obbligo, nella composizione delle delegazioni congressuali, del 40 per cento delle compagne) e dopo una informazione sui lavori della Commissione Statuto, si è discusso a partire dalla relazione dei lavori della Commissione politica, che ha varato il documento di Tesi: il Cpn l'ha quindi approvato con 177 voti a favore, 51 astenuti e 38 contrari. Marco Ferrando ha quindi presentato le tesi alternative, che hanno ottenuto 38 voti a favore. Il documento di maggioranza è stato quindi proposto alla consultazione dei Comitati politici federali e dei Comitati regionali, che, fino all'11 dicembre, possono presentare alla Commissione politica contributi emendativi. Per questa elementare ragione di rispetto per la democrazia interna, “Liberazione” pubblicherà i materiali soltanto dopo il Cpn del 15 e 16 dicembre, che voterà il testo "definitivo" delle Tesi. |
Il documento di tesi che abbiamo varato a maggioranza in commissione politica, tenta di sistematizzare gli avanzamenti di analisi, linea politica e cultura politica che abbiamo realizzato in questi anni. Riteniamo infatti che le acquisizioni di fondo del percorso che muove dall'ultimo congresso, dopo la rottura con Prodi e la scissione dei comunisti italiani, si siano rivelate alla prova dei fatti corrette. Sono le scelte fatte che ci hanno permesso di posizionare il partito in una condizione non marginale nello scontro politico, di sintonia con la ripresa del conflitto sociale, sostanzialmente esterno al processo di crisi verticale del centrosinistra e dei Ds.
Il documento di tesi, come del resto il congresso, si situa quindi all'interno di un percorso in cui la conferma di una linea politica ci chiama ad un salto di qualità. sul terreno dell'analisi, delle culture politiche e del modo di essere del partito.
Il contesto in cui avviene questa nostra ricerca è caratterizzato della crisi della capacità espansiva della globalizzazione capitalistica, in cui matura una vera e propria crisi di civiltà, caratterizzata dal tema dell'insicurezza sul piano individuale, sociale, riguardo al futuro. In questo quadro il terrorismo e la guerra costituiscono due facce della stessa medaglia, quella della gestione autoritaria e passivizzante della crisi sociale ed economica. Al contrario la nascita del movimento no global, nelle sue diverse articolazioni, riapre la possibilità dell'alternativa e pone a livello di massa il tema della trasformazione sociale: un altro mondo è possibile. Per questo diciamo nelle tesi che l'alternativa socialismo o barbarie torna ad essere un dato di attualità oggi e che dalla capacità di agire in questo contesto di guerra di movimento si misurerà l'efficacia politica dei nostro partito.
I passaggi salienti del documento di tesi, mi paiono così riassumibili:
1. L’analisi del processo di globalizzazione come vera e propria rivoluzione capitalistica. In questi venticinque anni il capitale è uscito dalla sua crisi e si è divincolato dalla presa della forza operaia attraverso un gigantesco processo di trasformazione. Come ci dice Marx nel Manifesto del partito comunista, il capitale ha mostrato il suo volto rivoluzionario, modificando se stesso, la sua composizione tecnica, modificando la classe e il complesso delle relazioni sociali. Così come Lenin e la Luxemburg seppero cogliere la novità dell'imperialismo rispetto al capitalismo che aveva analizzato Marx, noi oggi dobbiamo essere in grado di cogliere la novità di questa globalizzazione capitalistica rispetto al ciclo di accumulazione precedente. Proprio perché il capitalismo è un modo di produzione a base rivoluzionaria il marxismo non può essere un sistema dogmatico e bloccato ma deve essere un sistema scientifico che, nella misura in cui è in grado di analizzare le novità, conferma la sua validità rivoluzionaria.
2. L’analisi della crisi di egemonia del neoliberismo e l'analisi e valorizzazione degli elementi di disgelo sociale. Cerchiamo cioè di cogliere le caratteristiche salienti delle soggettività sociali che emergono dalle contraddizioni capitalistiche. In primo luogo, i significativi segnali di ripresa del conflitto di classe a partire dai metalmeccanici intrecciato con la nascita e l'estendersi del movimento no global; non movimenti di resistenza subalterni ma che al contrario si pongono - sia pure in forma ancora insufficiente - al livello delle contraddizioni poste dal capitale. Movimenti non facilmente riassorbibili perché mettono al centro della propria contestazione e della propria proposta i punti di fondo, della globalizzazione: le contraddizioni di classe, di genere, ambientali, il nodo dell'immigrazione. Il movimento non è ancora una risposta compiuta alla globalizzazione: è una potenzialità matura non completamente dispiegata. Su questa potenzialità dobbiamo lavorare.
3. L’analisi del caso italiano in cui si intrecciano la crisi verticale del centro sinistra, le contraddizioni, i limiti e le potenzialità della situazione sindacale sia confederale che extraconfederale, il tentativo di costruzione di un blocco sociale reazionario maggioritario da parte del governo di destra. L’uscita da questa situazione non viene individuata nella inefficace riproposizione di forme di alleantismo politico ma dalla messa al centro della questione sociale; solo la ricostruzione, dal basso, di un nuovo movimento operaio, di una nuova qualità del conflitto sociale, ci può permettere di battere il disegno reazionario delle destre.
4. La definizione della nostra proposta strategica nella costruzione della sinistra di alternativa. Il nostro progetto, è quella di dar vita ad una rete di relazioni stabili tra le diverse soggettività sociali, culturali, politiche, di movimento che si collocano nel campo dell'alternativa. Contro ogni presunzione settaria e contro ogni ipotesi di scioglimento di rifondazione in nuovi soggetti politici, il nostro partito deve saper cooperare alla costruzione di questo articolato campo della sinistra di alternativa.
5. Un deciso passo in avanti sulla strada della rifondazione comunista, che ridefinisce la nostra identità di comunisti a partire dalla rottura con lo stalinismo e dalla proposizione di una diversa cultura politica comunista. Dobbiamo rompere l'identificazione tra stalinismo, e comunismo sbandierata dalla destra come dal centro sinistra, per riaffermare - a partire da Marx - il comunismo come processo di liberazione, come progetto di trasformazione auspicabile, da riscrivere con le giovani generazioni che nel movimento si affacciano sulla scena politica.
6. Per fare tutto questo il documento propone l'avvio di un deciso processo di autoriforma del partito che superando il suo carattere monosessuato, gli elementi burocratici e testimoniali, sappia trasformare il partito in un organizzatore di lotte, di vertenze, di luoghi di aggregazione sociale e di autorganizzazione dei soggetti sociali; costruttore di relazioni con i diversi soggetti che si muovono sulla strada dell'alternativa. Un processo di autoriforma che sappia porre il nostro partito all'altezza delle sfide e delle occasioni che ci sono poste dalla crisi dell'egemonia del neoliberismo.