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Comitato Politico Nazionale 3-4 luglio 2004 |
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Il documento approvato |
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Presentato da Fausto Bertinotti, Paolo Ferrero, Loredana Fraleone, Patrizia Sentinelli, Stefano Zuccherini |
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Liberazione 11 luglio 2004 Il successo elettorale di Rifondazione comunista, un risultato di svolta Il partito ha conseguito un grande successo nelle elezioni europee e in quelle amministrative, che vanno comunque analizzate attentamente territorio per territorio ai fini di verificare il radicamento nelle varie realtà del paese. Il voto al Prc ha chiuso, positivamente, una disputa. La sua linea, il suo progetto politico si sono rilevati efficaci dal punto di vista del consenso. Sono quattro i punti essenziali di questa linea e di questo progetto: • La scelta strategica di collocazione nel movimento sino all’innestarsi sull’onda lunga del suo sviluppo impetuoso del nuovo movimento per la pace e del nuovo conflitto di classe e sociale. • Proposta politica di apertura come proposta che guarda al campo complessivo delle opposizioni per costruire una alternativa di governo qualificata programmaticamente alla devastazione del governo delle destre e come costruzione di una sinistra di alternativa che rifugge da scorciatoie organizzativistiche e dall’assemblaggio dei ceti dirigenti dei partiti. E’ proprio grazie a questa proposta politica di apertura che, differentemente dal passato, nei casi in cui siamo stati in alleanze programmatiche in competizione con le forze principali del centro sinistra, il nostro voto non è stato avvertito come "voto di bandiera" ma come investimento in un progetto in cui ispirazione, al contempo unitaria e di costruzione del campo dell’alternativa, vivono assieme. Casi come quello di Firenze sono emblematici di questa situazione nuova. • L’innovazione politica e del soggetto della politica che con la fondazione del partito della Sinistra europea ha visto l’avvio di un processo concreto di una sperimentazione. Per molti versi, possiamo pensare che le modalità attraverso le quali il partito della Sinistra europea ha preso avvio indichino una strada, utile anche per la costruzione della sinistra di alternativa in Italia. L’innovazione di cultura e teoria politica, dal rifiuto dello stalinismo all’assunzione della nonviolenza come categoria dell’agire politico, qui e ora, con l’avvio di un processo di definizione neoidentitario di una forza che si ripropone il tema della trasformazione della società capitalistica. Rapporto di internità al movimento, proposta politica di apertura, innovazione politica e del soggetto della politica, innovazione di cultura e teoria politica stanno assieme nel delineare il percorso e il progetto politico di Rifondazione Comunista: separarne un aspetto dagli altri non rende il quadro complessivo. Sulla valorizzazione di questo risultato, l’approfondimento delle sue caratteristiche locali, la prospettiva che può aprire per lo sviluppo del movimento e la costruzione della sinistra di alternativa, il Comitato politico nazionale invita tutte le strutture del partito a sviluppare un dibattito di massa a partire dalle assemblee di base e dalle Feste di Liberazione. L’Europa sociale all’opposizione dell’Europa politica La tendenza europea del voto merita una riflessione attenta. Si tratta di un risultato complesso, espressione di una inquietudine profonda. Possiamo rintracciarne queste tendenze di fondo: La composizione più rilevante è quella della rinascita di un voto di opposizione classica, di una critica contro i governi che può sicuramente qualificarsi come critica alla guerra e/o alle politiche neoliberiste. Possiamo parlare di una opposizione popolare che, attraverso questo voto, fa sentire la sua voce. Frammista a questa critica e non facilmente separabile da essa, si esprime una critica al sistema politico in quanto tale, ovvero al sistema della rappresentanza politica di questa Europa. E’ una critica all’insegna della estraneità della vita quotidiana dalla politica, così come essa si esprime e che prende la via dell’astensione dal voto o del voto di protesta. L’insieme di queste critiche, determina un distacco dei popoli da questa Europa, ne segnala il divorzio dai suoi pilastri fondanti: le politiche di Maastricht e il progetto di costituzione europea. Si esprime una critica al sistema politico che è, nel contempo, una critica di massa al modo in cui viene concepita e realizzata la rappresentanza politica, se ne esprime il rifiuto per il suo carattere alienato rispetto alle proprie condizioni concrete di vita, per quelle che possiamo definire l’insieme dei rapporti di produzione e delle relazioni sociali. La politica si separa ed è vissuta come separata In questo, noi sottolineiamo un allarme e un pericolo: un sottrarsi delle masse dalla politica per il suo carattere alienato, una critica alla separatezza della politica e al suo ridursi a "tecnica", una fuoriuscita da una politica che non produce identità e senso e una ricaduta nell’alienazione di un’esistenza priva della prospettiva della liberazione. Solo un processo politico, nella direzione della costruzione di una alternativa, può trasformarla in una opposizione, assieme, politica e sociale. Questo ritorno alla politica, infatti, si manifesta laddove c’è una ripresa forte delle lotte, vedi il sud dell’Italia, e quando c’è una forte spinta che viene dall’opposizione ai governi, come in India, Spagna, Francia, Italia. Quando queste condizioni si verificano, si determina partecipazione al voto e si ha un generale risultato per il cambiamento. Forte, quindi, è il problema dell’incidenza dei movimenti anche nel quadro politico e istituzionale. Quando questo senso si riproduce? Allorché si crea una connessione tra il voto, la critica di massa alle politiche di governo sia sulla guerra che sulle politiche economiche e sociali e, assieme a ciò, si prospetta una alternativa. Senza incontrare questo progetto di alternativa, l’opposizione si fa separatezza e rischia di isterilirsi. La prova della sinistra di alternativa in Europa Il voto in Europa per le formazioni politiche che si possono definire per il profilo ideale e programmatico di sinistra alternativa è incoraggiante anche per il processo che può aprire. Le forze comuniste e della sinistra di alternativa, in questo quadro complesso, infatti, segnano un generale successo. Il successo riguarda praticamente tutte le forze della sinistra di alternativa che aderiscono al Gue. Per le forze della Sinistra europea c’è un generale successo e avanzamento con punte veramente significative in alcuni paesi, tra cui l’Italia, e che ci dà la spinta per avanzare in questo processo costituente guardando a un allargamento a 360 gradi nelle forze della sinistra di alternativa come è stato, fin dall’inizio nei nostri intenti. Nel voto alle forze della sinistra di alternativa in Europa pesa, quindi, in maniera determinante la coerenza di una posizione forte, più nei singoli paesi che come soggettività europea, contro la guerra e le politiche neoliberiste. Queste forze, quindi, raccolgono una parte significativa di questa opposizione sociale espressa dai popoli europei Il punto per noi decisivo è il progetto della Sinistra europea è fondamentale anche solo per indicare il senso di marcia per la costruzione di una risposta alla crisi della politica e della rappresentanza. Dalla forza del progetto della sinistra europea dipenderà anche la forza che le sinistre di alternativa potranno avere anche nei rispettivi Paesi, anche in quelli in cui stanno emergendo forze nuove e fin’ora del tutto soffocate dalle forme di restrizione della rappresentanza come è, per fare un solo esempio, il caso britannico. E’ indubbio che il Prc ha avuto in Italia, dal processo costituente della sinistra europea, un valore aggiunto nella capacità di far crescere la propria credibilità e di espandere il proprio consenso. La crisi del sistema politico in Italia In Italia, si è espresso una partecipazione al voto molto forte. Un voto che, in sintonia con l’Europa, si caratterizza come un voto di opposizione al governo. Da questo punto di vista, alcune interpretazioni riduttive appaiono veramente spiazzate dalla realtà dei fatti, allorché appare evidente non solo il tracollo del partito principale che sostiene governo, ma il fatto che le distanze tra il consenso delle forze di opposizione e quelle di maggioranza si sono annullate. Come sulla guerra, anche per la politica italiana si affaccia con una sua forza attrattiva l’ipotesi di una soluzione gattopardesca: cambiare qualcosa per lasciare inalterato l’essenziale, ovvero il cuore delle politiche di governo di collaborazione alla guerra e di politiche neoliberiste, magari riproponendo lo scambio con una nuova disponibilità a una consociazione concertativa. Queste forze lavorano anche dentro il centro sinistra, spaventate dall’influenze che la crescita dei movimenti e la loro radicalità possa pervadere e dare il senso di marcia alla costruzione di una alternativa a questa crisi. Il voto unitario delle opposizioni sul ritiro delle truppe, proprio per il suo carattere estremamente positivo, al limite del modello, è stato il campanello di allarme dell’esito possibile del percorso messo in piedi. Ora si entra in una fase di assoluta instabilità, i prodromi di un terremoto che investe non solo la sorte di questo governo e della legislatura ma il sistema politico, compreso il carattere del sistema maggioritario e, in questa prospettiva, guardiamo con interesse al dibattito che si è aperto sulla reintroduzione di una forte componente proporzionale nel sistema elettorale. Siamo, quindi, a un passaggio importante: il nostro compito è spezzare quella "legge del pendolo" per la quale allorché sono all’opposizione le sinistre si vedono investite da una speranza e un consenso forti e poi, una volta al governo, tradiscono quella fiducia aggravando la separatezza della politica non solo dai movimenti ma dalla vita quotidiana delle masse. Questo pendolo si spezza con la costruzione dell’alternativa. L’aggravarsi della crisi delle deste e del blocco sociale che l’ha portata al governo del Paese, sta assumendo i caratteri di uno scontro interno violentissimo e di una vera precipitazione come dimostrano le dimissioni del ministro dell’economia. I caratteri di questa crisi sono strutturali e irreversibili. Porre l’obiettivo della caduta del governo e della fine anticipata della legislatura per realizzare un nuovo corso, è non solo necessario per impedire ulteriori guasti al paese ma concretamente realizzabile. Per questo scopo è necessario un salto di qualità delle opposizioni non come semplice spallata al governo ma come accumulo di forze e progetti per un imprimere una svolta nelle politiche economiche e sociali a partire da una nuova politica redistributiva. I due processi costituenti La forza della nostra proposta consiste, dentro un percorso con il movimento, nel tenere assieme l’unità e la radicalità. Proprio perché sentiamo l’urgenza di una ulteriore accelerazione di questa proposta politica di apertura, proponiamo di dare concreto avvio a due processi costituenti. La fase che dobbiamo aprire, per la costruzione dell’alternativa programmatica di governo e della sinistra di alternativa, è proprio quella di un doppio processo costituente. • Un processo costituente esclusivamente programmatico, che lascia aperto un confronto e una competizione sul progetto strategico di società, con l’intero panorama delle opposizioni, in cui vi sia la partecipazione attiva, nell’autonomia di ciascuno, dei movimenti che hanno innervato in questi anni il tessuto sociale e civile del Paese. Proponiamo un processo a tutto campo, aperto e coinvolgente, il contrario di una trattativa che si chiude tra le forze politiche che si autoproclamano rappresentanti dei movimenti. Individuiamo alcuni punti di fondo: la guerra e il ritiro delle truppe dall’Iraq, il recupero salariale e l’abrogazione della legge 30 per una nuova costruzione di diritti e tutele del lavoro, una nuova idea dell’istruzione che parta dalla abolizione della controriforma Moratti, la conquista di un nuovo spazio di beni comuni e un nuovo welfare dei diritti sociali, un nuovo intervento pubblico nei settori strategici, insomma quelli che sono i nodi di una nuova politica internazionale e a una nuova politica economica, sociale e ambientale. • Un processo costituente, assieme politico e programmatico, per la costruzione della sinistra di alternativa in Italia. In questo senso, tutte le formule organizzativistiche, come quella di sommare semplicemente i partiti che non si ritrovano nel "listone", non solo sono inadeguate, vanno bandite. Questo tipo di proposta alla fine esclude tutto ciò che non è partito, mentre invece quanto espresso dai movimenti è parte fondante di questa costruzione ed esclude chi, per profilo, cultura politica, propensioni programmatiche sta nel campo della sinistra di alternativa ma non appartiene a quei partiti, come per esempio la sinistra Ds. La sinistra di alternativa, come abbiamo sperimentato nella Sinistra europea, si costruisce dal fare e sul fare. Per questo, pensiamo a un processo che si costruisca su due livelli, quello delle città, assumendo tutte le specificità della ricchezza dei movimenti nella loro articolazione territoriale e uno centrale in cui entrino in relazione, in maniera originale e innovativa anche rispetto alla tradizione italiana, tutte le realtà politiche, sindacali, sociali, di movimento disponibili ad essere partecipe di questa fase costituente. Ora occorre produrre questa accelerazione per impedire una uscita dalla crisi devastante del sistema politico in una ennesima operazione trasformistica e gattopardesca il cui esito sarebbe esiziale non solo per la costruzione dell’alternativa ma per l’ulteriore effetto di estraneazione e separatezza nell’allontanamento dalla politica di quei grandi fenomeni di partecipazione di massa che attraversano il paese. Gli impegni del Partito Il grande impegno profuso dalle compagne e dai compagni durante la campagna elettorale è stata condizione essenziale per il successo raggiunto. A tutte e a tutti va il riconoscimento e il ringraziamento del partito. Ora si apre una nuova fase altrettanto impegnativa e che chiede a tutte le strutture del partito un salto di qualità nell’impegno di costruire, assieme ad altri, la soggettività plurale della sinistra di alternativa. In questo senso, va aperta una campagna di adesione al partito anche a partire dal consenso e dall’interesse che si sono determinate attorno alle scelte di innovazione politica e culturale effettuate in questi anni, a partire dal partito della Sinistra europea e dalla nonviolenza come scelta politica. Allo steso tempo, va sviluppata, soprattutto territorialmente una campagna di adesione al partito della Sinistra europea di soggettività che si riconoscono nel profilo politico, programmatico e culturale di questo progetto. In questo contesto, ci proponiamo di rilanciare, assieme a tutti gli altri soggetti politici, sociali, di movimento disponibili, due campagne di massa, anche con dimensione europea: • Per il ritiro di tutte le truppe di occupazione dall’Iraq, a partire dagli eserciti italiano e degli altri paesi europei per dare un nuovo slancio al movimento contro la guerra; • Per il rilancio del conflitto sociale e di classe, a partire dalla questione del salario che tenga assieme il tema dell’incremento delle retribuzioni e delle pensioni, quello dell’opposizione alla controriforma delle pensioni, dell’introduzione del salario sociale, di un nuovo welfare dei diritti sociali e dell’introduzione di un nuovo spazio pubblico. Una campagna, quindi, che partendo dal grande tema della distribuzione della ricchezza ponga i temi di una svolta nelle politiche economiche e sociali, sia a livello italiano che europeo. Pensiamo che, in questa fase, sia fondamentale la prossima stagione delle Feste di Liberazione, e in particolare quella nazionale di Roma che si svolgerà a settembre. Proponiamo, inoltre, di indire la manifestazione nazionale, promossa dal partito e aperta a tutte le forze critiche e di movimento, per l’inizio di autunno per segnare l’apertura di una nuova stagione politica e di conflitto nella direzione della caduta del governo e della costruzione di una nuova politica economica e sociale. Il Cpn da mandato agli organismi di direzione del partito per la indizione del Congresso nazionale del partito alla scadenza naturale, attorno ai primi mesi del prossimo anno. Sarà questa una assisi importante di discussione e ulteriore avanzamento sull’innovazione politica e culturale, il profilo ideale e culturale, la prospettiva strategica, l’analisi e le proposte sulla scelte da fare in relazione alle due fasi costituenti sulla sinistra di alternativa e il rapporto con le opposizioni politiche e sociali per un nuovo corso politico di governo. Fausto Bertinotti, Paolo Ferrero, Loredana Fraleone, Patrizia Sentinelli, Stefano Zuccherini 59 voti a favore. primi firmatari Bertinotti e altri
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